#SFIDAUTISMO

Il 2 aprile si celebra la giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo per sensibilizzare le persone a migliorare l’assistenza nei confronti delle persone autistiche e delle loro famiglie.

#SFIDAUTISMO 2-4-2017

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FONTI ANSA 29-3-2017 L‘Italia si prepara a celebrare, il prossimo 2 aprile, la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo. A fare il punto, al Ministero della Salute, la presentazione della campagna di raccolta fondi #sfidAutismo17, promossa da Fondazione Italiana Autismo (Fia). Alcuni dei monumenti più importanti del mondo, dall’Empire State Building di New York al Cristo Redentore di Rio de Janeiro, si tingeranno di blu, il colore scelto dall’ONU per l’autismo. A Roma “ad esempio, saranno illuminati il Quirinale e Palazzo Montecitorio”.

Ho chiesto alla mia amica psicologa….

“Kica ti va di dirmi qualcosa dei bambini che soffrono di autismo?”

Per provare a capire un bambino autistico, una persona dovrebbe provare a ribaltare tutto ciò che comprende attraverso i sensi. Provare per un attimo a sentire i colori e a toccare i suoni. Bisogna provarci sul serio… per un attimo si ha una strana sensazione sentendosi estraneo nel mondo… ecco, un bambino autistico si sente così… estraneo nel mondo che è anche il suo mondo.

Così proviamo ad usare la fantasia e la sensibilità della connessione con un essere umano che usa canali diversi per comunicare con il mondo che tanto gli è estraneo quanto gli appartiene.

Se ciò ci riesce difficile…basta osservare i bambini..e il loro modo di intendere la diversità, senza giudizio…senza valore

Anche a scuola i nostri bambini, aiutati dalle maestre, hanno dato il loro contributo a questa giornata..”colorando” la scuola di BLU.

#SFIDAUTISMO 2 APRILE 2017

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Proviamo a chiedere ai nostri figli cosa sono per loro i bambini autistici

Io l’ho chiesto a mia figlia:

Anna che vuol dire che un bambino è autistico?

“un bambino disabile, ma no come Didi (Diego suo fratello) un altro tipo”

“È un bambino che non sa fare alcune cose, cioè meglio di Didi, lui almeno cammina peró non ride tanto cioè mamma lui non ride proprio e noi lo dobbiamo aiutare tanto. Lo sai mamma che se alziamo la voce o facciamo dei rumori forti lui si spaventa e si nasconde in un angolo? Quindi bisogna parlare calmi calmi, con la voce bassa, senza strillare”

“Mamma lo sai che le maestre ci hanno raccontato …

LA STORIA DELL’UNICORNO TRISTE (cercatela sul web perchè è bellissima)

Anna ti va di raccontarmi questa storia?

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“Ciao nonna!
Ciao tesoro! Com’è andato il tuo primo giorno di scuola?
Bene nonna! La maestra era bella e sorrideva e poi c’era anche un bimbo che non sorrideva mai… E la maestra ha detto che era un bimbo “autispito” … “utissico” …autistico!!!
Nonna mi racconti la storia dell’unicorno triste?

… C’era un unicorno che non sorrideva mai…quindi tutti dicevano che era triste…e la mamma era un pochino preoccupata…era tutto il giorno in stato triste…perché quell’unicorno non era proprio un bambino disabile era un unicorno disabile peró era un pochino disabile…la mamma era molto preoccupata perché suo figlio era bellissimo, ma tristissimo…quindi un giorno incontra Ser tartaruga che porta l’unicorno in campagna con lui…i suoi bambini lo fanno giocare prima con le bolle di sapone e poi fanno un puzzle e lui che prima era in disparte quasi isolato piano piano inizia a sorridere, a scoppiare le bolle di sapone con il corno … quindi poi Ser tartaruga lo riporta dalla mamma perché era guarito!

Fine della storia!
Nonna quindi anche io posso far sorridere il mio compagno?

Certo bambino mio… e sentiamo come potresti fare?”

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Io ho fatto la stessa domanda ad Anna:

“mamma io porterei al bimbo un vaso tutto pieno di fiori … poi gli porto un gioco e lo aiuto a giocare … poi coloriamo insieme … e poi mamma lui mi vede e sorride … come Didi … mi vede e sorride”

unnamed-6 Dall’ autismo non si guarisce, io dico ai genitori di questi bambini speciali, non vergognatevi se vostro figlio grida in pubblico, lo fanno tutti i bambini.

Come me, imparate ad accettare questa nuova vita, prendete confidenza con la “malattia”, con il problema, non prendetevela con il mondo intero. Prima di affrontare la malattia di mio figlio ero una persona che si arrendeva al primo ostacolo, appena qualcosa andava storto preferivo mollare e dire: “non sono in grado”!! Facile cosi.

Adesso no … Mamme … Papà … combattete per questi bambini, affrontate le sfide di ogni giorno, lottate e non abbassate mai la guardia … imparate/impariamo a non aver paura.

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Le manine sono del mio bambino SPECIALE che quest’anno va a scuola e contribuisce ai lavori con i suoi compagni di classe.

 

Sara #mammainconverse

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